Come difendersi dall’accusa di droga parlata

Nell’articolo precedente abbiamo parlato dei processi di droga parlata e abbiamo fatto anche un esempio di una conversazione tra me e mia suocera (se non hai letto quell’articolo ti consiglio di farlo).

Oggi parliamo di come difendersi…dai processi di droga parlata!

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Or dunque: quando si realizzano i processi di droga parlata?

I procedimenti di “droga parlata” si hanno quando le persone vengono messe sotto processo non perché sono stati colti con la droga nelle tasche, o nel mentre effettuavano una cessione di stupefacente, ma perché ad “incastrarli” sono le loro… parole….parole…parole.

Ossia quando nelle conversazioni telefoniche si parlerebbe, attraverso un linguaggio criptico – cioè oscuro, allusivo e non chiaro – di passaggi di sostanze stupefacenti.

Per essere considerato colpevole, secondo Giurisprudenza granitica, non occorre che sia sequestrata un’unghia di coca o che sia fotografata una cessione di una bustina d’erba, ma sono bastevoli le sole conversazioni captate.

In altre parole, l’intercettazione telefonica non necessariamente deve trovare delle conferme esterne.

E allora: come si contesta un’accusa di tal fatta?

Qui è tutto un gioco di interpretazione.

Bene, insieme al tuo difensore dovrai contestare l’interpretazione delle conversazioni incriminate.

L’intercettazione, per avere una validità probatoria, deve essere connotata da tre elementi:

  1. Chiarezza
  2. Decifrabilità del significato
  3. Assenza di ambiguità.

In altre parole: in quella conversazione si parla veramente di droga o di qualcos’altro?

Il difensore dovrà, sulla base di elementi fattuali, dare una spiegazione logica a quelle conversazioni.

Ovvero: non si alludeva a sostanze stupefacenti ma a tutt’altro.

In un processo di droga parlata abbiamo dimostrato in Appello che quelle conversazioni non facevano riferimento a passaggi di stupefacenti, ma a rapporti di altra natura.

Vale a dire che la persona si recava da queste persone non per cedere sostanza drogante, ma per altre ragioni.

La Corte ha condiviso il nostro assunto e ha assolto per 9 capi d’imputazione la mia assistita.

Come nella canzone di Noemi: “sono solo parole!”

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Se vuoi espormi il tuo caso giudiziario chiamami, oppure scrivimi e sarò pronto ad ascoltarti e ad aiutarti…perché…

Io sono Francesco D’Andria e sono dalla tua Parte.

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Avvocato penalista Milano Francesco D'andria

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