Riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche anche in mancanza di collaborazione dell’imputato

Le attenuanti generiche vengono riconosciute anche in mancanza di collaborazione dell’imputato.

Tizio era stato condannato dal Tribunale di Teramo alla pena di anni 4 di reclusione oltre alla multa di euro 18.000 per il reato di cui all’art. 73 comma 1 bis DPR 309/90.

Nella propria abitazione erano stati rinvenuti più di 120 gr di marijuana e 52 gr di cocaina; quantitativo ritenuto dai giudici di merito per uso di spaccio.

A mezzo del proprio legale, Tizio decise di ricorrere in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila la quale aveva confermato la sentenza di primo grado.

L’appellante aveva rilevato come la condizione abituale di assuntore di sostanze stupefacenti, la non gravità dei fatti contestati e l’assenza di episodi di cessione della sostanza a terzi “giustificassero” l’applicazione delle circostanza generiche ex art. 62 bis c.p.

La Corte d’Appello, invece, giustificò il proprio diniego alla concessione delle suddette circostanza generiche alla mancanza di collaborazione dell’imputato.

Secondo la Corte di Cassazione – VI sez. pen. –  la sentenza dev’essere annullata relativamente a tale circostanza.

Infatti, <<il fatto che la collaborazione dell’imputato sia situazione idonea al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, non implica il contrario, ossia che la condotta “non collaborativa” dell’imputato sia di per sé ostativa al riconoscimento delle attenuanti generiche>>. (Cass. VI sez. pen., sent. n. 44630 del 2013)

Pertanto, i giudici ermellini hanno riconosciuto l’applicabilità dell’art. 62 bis c.p. anche all’imputato il quale non abbia collaborato in quanto <<le circostanze attenuanti generiche sono previste dal legislatore con riferimento a non preventivabili situazioni che incidono sull’apprezzamento della “quantità” del reato e della capacità di delinquere dell’imputato e sono finalizzate al più congruo adeguamento della pena in concreto>>.

 

 

 

 

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Avvocato penalista Milano Francesco D'andria

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