Ritardo o rigetto della cittadinanza

Lo studio si occupa, altresì, di problematiche legate alla cittadinanza in casi di ritardi o di rigetti eseguendo una diffida alla Prefettura territorialmente competente oppure mediante un ricorso al T.A.R.
La cittadinanza italiana può essere acquisita o per residenza oppure per matrimonio.
In questo articolo ci occuperemo del conseguimento della cittadinanza per residenza la quale matura allorché lo straniero abbia conseguito dieci anni di permanenza certificata all’interno del territorio italiano.

Dopo di che il richiedente può presentare la domanda innanzi alla Prefettura competente.
Nella gran parte dei casi il richiedente aspetta anche fino a quattro anni prima di ottenere una risposta.
Per velocizzare la pratica, oppure per ottenere il riconoscimento della cittadinanza ci si può rivolgere ad un avvocato che sia esperto in materia d’immigrazione, il quale presenterà un’apposita diffida e, successivamente, ricorso innanzi al Tar Lazio, in quanto l’Amministrazione sta realizzando un comportamento in violazione di legge. Infatti, la normativa (legge 5 febbraio 1992 n. 91) per l’acquisto della cittadinanza prevede un periodo di attesa di 730 giorni dal giorno di presentazione della domanda decorso il quale il cittadino straniero avrebbe diritto nell’avere il tanto agognato riconoscimento.
La Prefettura è solita non rispettare tale limite temporale, pertanto, superato tale limite, l’avvocato solleva apposito ricorso innanzi al TAR deducendo il mancato rispetto del termine ed impugnando il silenzio inadempimento chiedendo al Tribunale di condannare l’Amministrazione a decidere entro 30 giorni per la concessione della cittadinanza.

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Avvocato penalista Milano Francesco D'andria

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