Reati contro la p.a.: il peculato

Il peculato, la corruzione e la concussione costituiscono i reati che maggiormente sono commessi ai danni della Pubblica Amministrazione e, nell’ordinamento italiano, sono sanzionati con pene severe.
Obiettivo di queste gravi sanzioni è quello non soltanto di tutelare il regolare funzionamento degli Enti pubblici ma, in special modo, impedire danni patrimoniali alla P.A.

Il PECULATO è stato riformato dalla L. 86/1990 ed è disciplinato all’art. 314 c.p. ove è punito: “con la reclusione da tre a dieci anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria”.

Tale reato è stato definito dalla Cassazione un reato plurioffensivo in quanto i beni oggetto di tutela sono, oltre il patrimonio della P.A. anche la legalità, il buon andamento e l’imparzialità della stessa (Corte di Cassazione sentenza n. 8009 del 1993).
Diverso e meno grave è il PECULATO D’USO disciplinato dal comma 2 dell’art. 314 c.p. in cui è punito “con la reclusione da sei mesi a tre anni, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che abbia usato momentaneo la cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita”.

Pertanto, il delitto di peculato rientrante nel I° comma art. 314 c.p. si configura con la sottrazione di denaro o altra cosa mobile che si trova nel possesso o comunque nella disponibilità del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico ufficio in ragione del suo ufficio o del suo servizio mentre il peculato d’suo ex art. 314 comma II° c.p. si configura mediante il solo utilizzo del bene.
Sicché la differenza che caratterizza questi due reati è l’intenzione del pubblico ufficiale: l’intenzione di appropriarsi del bene (art. 314 comma I° c.p.) e la condotta di utilizzare per un

breve periodo di tempo il bene, con l’intenzione di restituirlo dopo l’utilizzo.
Sulla differenza tra peculato e peculato d’uso è intervenuta la Cassazione all’udienza del 20.12.2012.
Il caso trattava l’utilizzo da parte di un dipendente pubblico del telefono d’ufficio per telefonate private: è peculato comune o peculato d’uso?
La Suprema Corte di Cassazione ha finalmente risposto configurandolo come peculato d’uso.

Torna in alto
Avvocato penalista Milano Francesco D'andria

Sei accusato di un reato?

Scopri subito come difenderti nel processo penale.
Scrivimi qui
1
Desideri fissare una consulenza?